“E’ nei piedi la nostra coscienza” (Alberto Savinio). Feticismo dei piedi nasce per essere una guida culturale dedicata a questa magnifica ossessione. Senza alcuna pretesa, intende raccogliere spunti dalla cultura di massa, dalla società, dalla letteratura, dalla cronaca e dalla psicologia spicciola, per i curiosi appassionati dei piedi femminili.


L’alluce di Georges Bataille

anjelica3-feet-2149389L’alluce è la parte più umana del corpo umano, nel senso che nessun altro elemento di questo corpo è così differenziato dall’elemento corrispondente della scimmia antropoide (scimpanzé, gorilla, orangutango o gibbonet). Questo deriva dal fatto che la scimmia è arboricola, men­tre l’uomo si sposta sulla terra senza aggrapparsi ai rami, essendo diventato lui stesso un albero, cioè elevandosi dritto nell’aria come un albero, e tanto più bello se la sua erezione è corretta. Così la funzione del piede umano consiste nel dare una base ferma a questa erezione di cui l’uomo è tanto fiero (l’alluce, cessando di essere utile alla prensione eventuale dei rami, si adatta al suolo sullo stesso piano delle altre dita).

Ma qualunque sia il ruolo svolto nell’erezione dal piede, l’uomo, che ha la testa leggera, cioè elevata verso il ciclo e le cose del cielo, lo guarda come uno sputo col pretesto che egli ha questo piede nel fango.

Benché all’interno del corpo il sangue scorra in ugua­le quantità dall’alto in basso e dal basso in alto, il favore va a ciò che si eleva e la vita umana è erroneamente considerata come una elevazione. La divisione dell’universo in inferno sotterraneo e in cielo perfettamente puro è una concezione indelebile, il fango e le tenebre essendo i principi del male come la luce e lo spazio celeste sono i principi del bene: i piedi nel fango ma la testa quasi nella luce, gli uomini immaginano ostina­tamente un flusso che li eleverebbe senza ritorno nello spazio puro. La vita umana comporta infatti la rabbia di vedere che si natta di un movimento di va e vieni dall’immondo all’ideale, e dall’ideale all’immondo, rab­bia che è facile scaricare su un organo così basso come un piede. Continua a leggere


Sulla felicità
Lettera di Epicuro a Meneceo (pensando a Sasha Foxy)

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L’uomo cominci da giovane a far filosofia e da vecchio non sia mai stanco di filosofare. Per la buona salute dell’animo, infatti, nessun uomo è mai troppo giovane o troppo vecchio. Chi dice che il giovane non ha ancora l’età per far filosofia, e che il vecchio l’ha ormai passata, è come se dicesse che non è ancora giunta, o è già passata, I’età per essere felici. Quindi sia l’uomo giovane che il vecchio devono far filosofia: il vecchio perché invecchiando rimanga giovane per i bei ricordi del passato; il giovane perché, pur restando giovane d’età, sia maturo per affrontare con coraggio l’avvenire. E’ bene riflettere sulle cose che possono farci felici: infatti, se siamo felici abbiamo tutto ciò che occorre; se non lo siamo, facciamo di tutto per esserlo.

Metti in pratica le cose che ti ho sempre raccomandato e rifletti su di esse, perché sono i princìpi necessari fondamentali per una vita felice.

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Avvistamenti

schermata-2017-01-29-alle-13-46-41-copiaIl nostro mondo sociale-digitale è colmo di bruttezza, ma altrettanto straripa di bellezza. Lo splendore passa quasi inosservato o  sfugge. Piedi e modelle footfetish non fanno eccezione all’ambigua legge: foto di gatti e foto di estremità sono sotto inflazione e forse non è un caso, anzi è interessante questa associazione: i piedi sono dei gatti, saltano, graffiano, fanno le fusa, sono belli e a volte buffi. Su facebook basta che una ragazza posti una foto dei suoi “gioiellini” per trovare centinaia di followers con la bava alla bocca, inspiegabile che spesso siano piedi molto brutti e foto sciatte. Poi, altrettanto inspiegabilmente, ti imbatti in immagini gratuitamente meravigliose. Continua a leggere

 

 

 


Quando il fetish diventa thriller

Molti di voi ricorderanno un servizio delle Iene passato in tv diversi anni orsono. Un feticista dei piedi recrutava le sue “vittime” attraverso delle inserzioni in cui diceva di cercare modelle per testare collant: http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390094/viviani-passione-per-i-piedi-e-i-collant.html
Il risultato era alquanto comico e credo non se ne debbano dispiacere i footlovers come noi. In fondo, per quanto amatoriale e ruspante, si trattava pur sempre di un inganno e farlo diventare oggetto di derisione poteva essere il modo migliore di smascherarlo. Non si trattava necessariamente di una criminalizzazione o di un disprezzo nei riguardi del feticismo dei piedi. Continua a leggere


Cosa c’entra la regina d’Inghilterra con il foot fetish?

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Il principe Andrew (fratello minore di Carlo), secondo una rivelazione scandalistica, avrebbe una passione per i piedi. E’ curioso che la sua ex-moglie Sarah Ferguson ne prenda le difese dicendo che è tutto inventato… guarda caso lei fu sorpresa da un fotografo mentre un amante le leccava i piedi.

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Moglie ferita al piede, l’incubo del feticista. “Non posso leccarla”: risarcimento record

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di Matteo Mion www.liberoquotidiano.it

Noi avvocati siamo destinati a sentirne di ogni colore. D’ altronde, il cliente intelligente confessa al proprio azzeccagarbugli vita, morte e miracoli. Non sempre abbiamo l’ ardire di riportare al magistrato i minimi particolari delle indecenti vicende che ascoltiamo, ma tra colleghi ci raccontiamo tutto, seppur senza nomi e cognomi.

Ecco, allora, l’ ultima performance che ho avuto l’ onore di udire: Tribunale di Milano, causa di risarcimento danni contro l’ assicurazione intentata dal marito di una donna amputata di tre falangi del piede destro a seguito d’ infortunio. L’ azione giudiziale non riguarda però l’ indennizzo delle lesioni fisiche della malcapitata, ma il danno riflesso del marito, noto esponente dell’ alta società meneghina, per la privazione del proprio più conclamato feticismo, ossia l’ adorazione sessuale dei piedi della moglie. Continua a leggere


La perversa pervesione. 2

77f907a38427711f9b377d0115c0baceMario nutre una profonda amicizia per Sara e fin da piccoli giocavano insieme a nascondino. Alla fine del gioco lui le leccava i piedi come premio. Ancora oggi si vedono, Mario è sposato, ma sente sempre il forte desiderio di leccare i piedi di Sara e lei, confusa sui reali sentimenti di Mario, non riesce a tirarsi indietro.

Giovanni è molto timido e si avvicina alle ragazze che gli piacciono annusando le loro scarpe, a scuola, nell’ora di ginnastica.

Sergio si è masturbato per la prima volta a 17 anni, dopo aver contattato una escort e averle leccato i piedi. Oggi a 35 anni, sta con una ragazza e ha rapporti purtroppo non soddisfacenti. Per raggiungere l’orgasmo, infatti, continua a contattare ragazze disposte a farsi leccare i piedi per il suo piacere.

Così tre esempi citati da uno psicologo che, in una pagina web, esorta a non nascondere il problema affrontabile e superabile da un punto di vista cognitivista e comportamentale. La risposta abitudinaria del feticista, come detto, sta in effetti in un camuffamento rimproverato da alcuni psicologi, cioè, fondamentalmente, dalla negazione dell’autonomia di questo tipo di fantasia sessuale: “non mi limito mica a leccare i piedi!”. Continua a leggere


La perversa pervesione. 1

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Nel suo libro ricco di spunti, Fetish. Moda sesso e potere (trad. it. di N. Barile, Meltemi, Roma 2005), Valerie Steele inizia il capitoletto dedicato a Il culto dei piedi (pp. 160-167) in una maniera molto significativa e alla portata dell’esperienza di tutti i cultori maschi della materia: la paura-rigetto della sperata partner:

Dian Hanson, editrice di “Leg Show”… avvisò le sue lettrici  che c’era un “abisso di incomprensione” tra uomini e donne: “Dal momento che la norma sessualità intimidisce le donne, immaginiamo cosa possano fare i feticci”. Quando chiese a numerose donne “se erano a conoscenza del fatto che alcuni uomini si eccitavano nel vedere i loro ipiedi in sandali, la reazione più diffusa fu l’incredulità. Seguita dalla paura. Alcune donne dissero che questa informazione faceva loro passare la voglia di indossare sandali”. Poi le rassicurò dicendo che solo “pochi squilibrati” potevano spaventare; nella maggior parte dei casi di feticismo, le donne “avevano tutto il potere” (D. Hanson, Just My Opinion: Perfect Strangers, “Leg Show”, settembre, pp. 4-5).
Mentre tenevo una conferenza sulle scarpe, alcune donne tra il pubblico cominciarono ad agitarsi, chiedendo: “Che tipo di scarpe posso portare per non attrarre i feticisti?”. Ma ogni tipo di scarpa sembra trovare i suoi entusiasti, comprese delle vecchie e logore scarpe da ginnastica… (V. Steele, Fetish. Moda sesso e potere, cit., p. 160). Continua a leggere…


The pose

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“The pose” è un termine tecnico che, nonostante l’apparente generalità, risulta invece immediatamente specifico. Se vi sono dubbi basta digitare su Google l’espressione: compariranno solamente piedi “in posizione”. La posizione appunto classica è quella di una donna a pancia in giù, con le gambe in alto. I piedi messi così in rilievo mostrano le loro piante e non c’è dubbio che sia il modo più eccezionale di mostrare la loro bellezza, commovente, disarmante, totalmente ammaliante… continua a leggere


L’eros alla maniera del maestro Tanizaki Jun’ichiro

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Tanizaki Jun’ichiro (1886-1965) è fra i romanzieri giapponesi più celebri e significativi del Novecento e gran parte della sua fama è merito anche del suo sofisticato erotismo. Certamente è stata l’opera di Tanizaki ad aver introdotto in Italia e aver fatto conoscere l’eros giapponese con la sua estetica, i rituali e le perversioni codificate da una cultura ricchissima.
Fra le passioni dominanti di Tanizaki spicca il suo feticismo per i piedi femminili, tanto che essi sono diventati addirittura protagonisti dei romanzi, come nel caso di I piedi di Fumiko (Fumiko no ashi, 1919, traduzione italiana Marsilio, 1995). continua a leggere


Correva l’anno…

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Correva l’anno 1982 e non credo proprio che il feticismo dei piedi avesse la visibilità di oggi. Era sicuramente ancora una rarità vedere delle immagini di foot fetish, anche per ciò che riguarda il porno. Se qualcuno di voi non si vergogna a ricordarlo… nelle vecchie riviste pornografiche di un tempo, oltre all’immagini esisteva un testo di contorno (così come nei video esisteva una trama…). continua a leggere


Foot fetish! Woodleg Odd (2006)


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Il fascino sfuggente dei piedi femminili – un’artista totale

Invitiamo a rifarvi gli occhi con quanto l’artista Becky ci ha regalato su youtube. Di essa per il momento non sappiamo nulla, tranne l’arte che ha saputo esprimere attraverso le sue magnifiche provocazioni e la straordinaria bellezza dei suoi piedi. Ancora una volta queste visioni ci dimostrano come la bellezza delle estremità femminili più che nel contenuto passi attraverso la forma. I piedi seducono così, attraverso la capacità di far soffermare il nostro sguardo pieno di desiderio su di loro. Ogni volta sono sempre diversi, ora stanchi e stropicciati, ora rilassati e distesi: è nel loro movimento e nel loro sapersi porre il mistero della loro bellezza e del nostro amore per loro. continua a leggere


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Non capivo le donne – un ricordo personale

I miei primi piedi li ho leccati al cinema e lei si chiamava Erica (sì, con la ci, credo e non con la kappa), faceva l’infermiera e i nostri incontri li calibravamo sui suoi turni. Lì appresi che un’infermiera fa il turno la mattina, il giorno dopo il pomeriggio-sera, poi fa il turno di notte e il giorno dopo compensa dormendo, stando a casa e andando in giro in cerca di amore, se non è troppo presa dal lavoro e fa l’amore solo in ospedale. continua a leggere


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“Il giardino delle parole” o l’eterna adolescenza dei piedi

Con Il giardino delle parole (2013) Makoto Shinkai ci ha regalato un’animazione pregevolissima per diversi aspetti, a cominciare da una perfezione del disegno estesa ai minimi particolari e spesa non per gusto del virtuosismo, ma per esprimere un sentimento della natura degno del miglior Miyazaki. Il contenuto tuttavia non è di meno e in questo film l’artista giapponese riesce a sviluppare una storia molto coinvolgente, per quanto difficile e addirittura “torbida”. Coinvolgente credo per tutti e ancora di più però per chi ha una sensibilità feticista. I piedi femminili sono infatti i grandi protagonisti del film, pur non essendo una storia sulla loro ossessione. Le estremità diventano simbolo di un modo di essere, di una delicatezza, di una fragilità che ha a che fare con l’incertezza dell’adolescenza, di un’adolescenza da affrontare o che non passa mai, in fondo.  continua a leggere


Annex - Monroe, Marilyn (Seven Year Itch, The)_16Ai piedi di Marilyn…

Mai film fu più scisso e sapientemente stonato di Quando la moglie è in vacanza. Il distributore italiano ne aumentò ancora la distonia, perché originalmente il titolo suonava The Seven Year Itch (1955, rergia di Billy Wilder) ed ammiccava esplicitamente alla tematica “morale” svolta dal racconto: le tentazioni del tradimento che minacciano l’integrità di un marito abitudinariamente integerrimo…  continua a leggere


CD Parole d'amore
CD Parole d’amore

Paolo Conte: musica per i vostri piedi, madame

“C’è un po’ di vento, abbaia la campagna e c’è una luna in fondo al blu”… è fantastico che un cantautore come Paolo Conte, capace di un verso simile, con  canzoni così ricche di immagini, istantanee, sapori, impressioni… abbia per i piedi delle donne un’attenzione tutta particolare – e impregnata del suo stile.

Il pensiero si dirige immediatamente a un suo vero manifesto:  Happy Feet. La canzone appare per la prima volta nell’album Parole d’amore scritte a macchina (1990, si segnala una copertina di Hugo Pratt). C’è una descrizione poco empatica di Roberto Caselli nel suo Paolo Conte (Editori Riuniti, Roma 2002):

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Il feticismo dei piedi nella “Psychopathia sexualis”

Riteniamo che il feticismo sia un aspetto troppo ampio, complesso, e soprattutto umano, per essere rilegato alla psicologia e in particolar modo alla psicopatologia (sessuale). Si tratta di un’universale espressione e significazione  che riguarda tutti i campi; il feticismo dei piedi è una sua epressione nella sessualità, centratasi su una parte molto significativa del corpo umano.

Questi brevi cenni sull’universo stanno a difendere un feticismo dei piedi che non debba necessariamente e per lo più rientrare nelle forme di patologia sessuale(benché appunto possano esistere comportamenti di tipo feticistico che hanno per oggetto i piedi e creano problemi a chi li vive). E ci sembra una necessaria premessa non solo generale per questo blog, che parla di feticismo dei piedi con orgogliosa rivendicazione dell’epressione, ma anche in merito a quanto stiamo per dire nel presente post.

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Le sei dita di Marilyn

six_black_toes_by_footlover527-d5kc83cLONDRA – Il suo piede sinistro: Marilyn Monroe, magnifica preda dell’ immaginario maschile, non era perfetta, e aveva, nelle sue forme da Venere, un difetto piccolo ma curioso. Era nata con sei dita a un piede. E tutto sommato si è trattato del segreto meglio conservato del mondo del cinema, insieme a quello della vera età della divina Greta Garbo. La rivelazione arriva dal popolarissimo quotidiano britannico “Daily Mirror”, re del ‘ gossip’ internazionale. Insomma il grande mito di celluloide, che col suo sorriso, e non solo, ha stregato generazioni intere di uomini, aveva una piccola malformazione, con la quale però aveva trovato il modo di convivere. E Marilyn stessa avrebbe detto che con la cosa si poteva sopravvivere, e anzi aveva imparato bene a celare quella piccola anomalia, tanto più che “difficilmente gli uomini guardavano più in giù delle sue ginocchia”. Una volta raggiunta la celebrità Marilyn ha però deciso di intervenire. Ed è stato sufficiente un piccolo intervento chirurgico per eliminare del tutto l’ inestetismo, che comunque non sembrava affliggerla affatto.

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