Quando il fetish diventra thriller

Molti di voi ricorderanno un servizio delle Iene passato in tv diversi anni orsono. Un feticista dei piedi recrutava le sue “vittime” attraverso delle inserzioni in cui diceva di cercare modelle per testare collant: http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390094/viviani-passione-per-i-piedi-e-i-collant.html
Il risultato era alquanto comico e credo non se ne debbano dispiacere i footlovers come noi. In fondo, per quanto amatoriale e ruspante, si trattava pur sempre di un inganno e farlo diventare oggetto di derisione poteva essere il modo migliore di smascherarlo. Non si trattava necessariamente di una criminalizzazione o di un disprezzo nei riguardi del feticismo dei piedi.

Di ben altra natura un documentario che tratta però di un feticismo di altro genere, quello del solletico, se vogliamo a cavallo tra il bondage e il footfetishTickled è la storia inquietante dei giornalisti David Farrier e Dylan Reeve: David si occupa delle insolite passioni degli uomini (allevatrici di asini, tatuati integrali, sport buffi…) e nelle sue ricerche scopre un sito web che genera i video tickle. Fa capo a un sedicente Jane O’Brien Media, uno dei 300 domini di proprietà di una società registrata in Germania. “L’aspetto particolare della Jane O’Brien Media è che sul suo sito nelle istruzioni ai partecipanti non sottolinea né la componente omoerotica del reclutamento dei ragazzi, né l’aspetto fetish dei video da girare che, anzi, vengono più catalogati come una competizione sportiva” – hanno spiegato i registi.
Quando scrive a quel sito per saperne di più, riceve delle risposte molto offensive nei suoi riguardi di natura omofoba. David Farrier non ha mai fatto segreto della sua omosessualità, gli viene detto che la Jane O’Brien Media non gradisce i gay. Successivamente, dopo che ha iniziato a pubblicare alcune cose sul loro conto, il giornalista riceva una lettera legale…

Non vado avanti nella storia in modo che chi non abbia visto questo documentario possa goderselo – è ad esempio disponibile su Netflix – per quanto si tratti di un vero e proprio thriller dai risvolti assai inquietanti. Ha a a che fare certamente con il cyberbullismo, ma l’indagine di quei due giornalisti restituisce un fenomeno molto più complesso delle solite banalizzazioni sul tema. Passo per passo si incamminano verso la voragine esistenziale di una misteriosa persona ed è per questo che si può parlare di thriller, perché lungi dal cadere nei talvolta fastidiosi toni della denuncia o nel moralismo, provano a guardare negli occhi il carnefice, a guardare il male dal punto di vista del male.

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Cosa c’entra la regina d’Inghilterra con il foot fetish?

imagesIl principe Andrew (fratello minore di Carlo), secondo una rivelazione scandalistica, avrebbe una passione per i piedi. E’ curioso che la sua ex-moglie Sarah Ferguson ne prenda le difese dicendo che è tutto inventato… guarda caso lei fu sorpresa da un fotografo mentre un amante le leccava i piedi.

 

 

 

Da www.bluewin.ch

 

Prinz Andrew Virgina Roberts

Virginia Roberts rivela nuovi dettagli sulla avventure sessuali, molto piccanti, avute con il principe Andrew.

Lui nega tutto mentre lei rivela nuovi dettagli. A chi dobbiamo credere? Al principe Andrew (54 anni)? O a Virginia Roberts (30 anni)? La donna, madre di 3 figli, dichiara di essere stata assunta da un conoscente di Andrew per soddisfare i capricci sessuali del principe. E adesso rivela nuovi dettagli.

“Radaronline” ha pubblicato in esclusiva qualche estratto dal diario privato dell’americana. Era il 2001 quando Virginia, all’epoca solo 16enne, ha fatto la conoscenza del figlio del re in casa di un suo ricco amico londinese. Andrew non smetteva di guardarle il seno; i due avrebbero flirtato e ballato tutta la sera.

“È il peggior ballerino che abbia mai conosciuto. È stato doloroso per me strusciarmi su di lui, anche se era il principe”, ha scritto Virginia. Dopo un’ora, sua “altezza sudata” avrebbe suggerito alla ragazza di ritirarsi in un luogo più appartato.

Si sarebbero spostati nella vasca. “Ha cominciato ad accarezzarmi le parti scoperte del mio corpo e continuava a farmi complimenti. Sbavava dalla voglia”, ha scritto la giovane donna. “Tutto è cominciato da carezze e baci; mi ha anche leccato le dita dei piedi”. Andrew le avrebbe sussurrato: “Adoro i tuoi piedi. Sono irresistibili”. Una volta terminato il loro rapporto, lui sarebbe scomparso.

Virginia avrebbe ricevuto 15 mila franchi per il servizio prestato. La donna e il principe Andrew si sarebbero incontrati altre tre volte, sempre per rapporti sessuali, una a Londra, una a New York e una nelle Isole Vergini.

Buckingham Palace ritiene queste dichiarazioni “false e senza prove”.

Sarah Ferguson (55 anni), ex moglie di Andrew, difende il suo ex marito. Invitata alla trasmissione “Today”, la madre dei due bambini del principe ha spiegato di essere completamente convinta dell’innocenza di Andrew. “Non sopporto che parlino male di lui”.

Fergie può capire cosa stia attraversando Andrew. Nel 1992, un paparazzo l’aveva sorpresa in compagnia del magnate della finanza John Bryan. La duchessa era distesa su una sdraio in topless, mentre lui le leccava le dita dei piedi. Fergie afferma di sapere cosa si provi “quando qualcuno si inventa storie su qualcun altro”.

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Moglie ferita al piede, l’incubo del feticista. “Non posso leccarla”: risarcimento record

di Matteo Mion www.liberoquotidiano.it

imagesNoi avvocati siamo destinati a sentirne di ogni colore. D’ altronde, il cliente intelligente confessa al proprio azzeccagarbugli vita, morte e miracoli. Non sempre abbiamo l’ ardire di riportare al magistrato i minimi particolari delle indecenti vicende che ascoltiamo, ma tra colleghi ci raccontiamo tutto, seppur senza nomi e cognomi.

Ecco, allora, l’ ultima performance che ho avuto l’ onore di udire: Tribunale di Milano, causa di risarcimento danni contro l’ assicurazione intentata dal marito di una donna amputata di tre falangi del piede destro a seguito d’ infortunio. L’ azione giudiziale non riguarda però l’ indennizzo delle lesioni fisiche della malcapitata, ma il danno riflesso del marito, noto esponente dell’ alta società meneghina, per la privazione del proprio più conclamato feticismo, ossia l’ adorazione sessuale dei piedi della moglie.
In un primo momento, la compagnia assicurativa respinge l’ insolita richiesta danni nella convinzione che il Tizio voglia solamente speculare sull’ infortunio.

fb1198b3594cea7b1af86db29af2805dLui però non si perde d’ animo e porta in tribunale l’ assicurazione che continua a negare il risarcimento. Tra i testimoni davanti al Giudice sfilano, privi d’ imbarazzo alcuno, i compagni di giochi erotici della coppia che ne confermano le attitudini feticiste; il magistrato inizia a manifestare chiari segni d’ insofferenza e invita le parti ad accordarsi. Ostinatamente l’ assicurazione resiste, perché ritiene troppo difficile qualificare giuridicamente e monetizzare un danno simile. Esistenziale? Morale? Biologico? E quanto vale non leccare più il piede finemente ingioiellato della moglie? Poi il colpo di teatro: la difesa chiama a testimoniare la giovane e costosissima modella dai piedi meravigliosamente affusolati che sostituisce l’ incidentata moglie nelle pratiche erotico-fetish. La teste conferma il sostanzioso cachet. A quel punto la compagnia inizia a temere che il danno patrimoniale (le spese della sostituta nei giochini birbi) diventi troppo elevato ed evita la sentenza con una transazione che riconosce il risarcimento del danno fetish da mancato godimento del piede integro.

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La perversa perversione. 2

12928179_999077056838429_6329014889510089216_nMario nutre una profonda amicizia per Sara e fin da piccoli giocavano insieme a nascondino. Alla fine del gioco lui le leccava i piedi come premio. Ancora oggi si vedono, Mario è sposato, ma sente sempre il forte desiderio di leccare i piedi di Sara e lei, confusa sui reali sentimenti di Mario, non riesce a tirarsi indietro.

Giovanni è molto timido e si avvicina alle ragazze che gli piacciono annusando le loro scarpe, a scuola, nell’ora di ginnastica.

Sergio si è masturbato per la prima volta a 17 anni, dopo aver contattato una escort e averle leccato i piedi. Oggi a 35 anni, sta con una ragazza e ha rapporti purtroppo non soddisfacenti. Per raggiungere l’orgasmo, infatti, continua a contattare ragazze disposte a farsi leccare i piedi per il suo piacere.

Così tre esempi citati da uno psicologo che, in una pagina web, esorta a non nascondere il problema affrontabile e superabile da un punto di vista cognitivista e comportamentale. La risposta abitudinaria del feticista, come detto, sta in effetti in un camuffamento rimproverato da alcuni psicologi, cioè, fondamentalmente, dalla negazione dell’autonomia di questo tipo di fantasia sessuale: “non mi limito mica a leccare i piedi!”. Ma il fatto – socialmente auspicabile – che leccare i piedi di una donna non ricopra l’intera sessualità praticata da un uomo e che altri desideri e realizzazioni siamo perseguiti non diminuisce essenzialmente l’autonomia di questa fantasia. Del resto, se pur esistono i “piedofobi” che attribuiscono alle estremità ogni sorta di rappresentazione dell’osceno e della sporcizia, molte tranquille persone accarezzano e baciano i piedi come altrettanto si può fare con mani, spalle, ecc., ovvero senza investire un’ossessiva o comunque fortissima passione e immaginazione per questi “oggetti”. Un feticista può anche fingere di appartenere al genere di romanticone tutto premure e attenzione per la partner, ma sa benissimo che questa passione – questa nostra passione… – è altro.

E2dd08a390990d3368261481f4e9a41e0ssere attivati sessualmente dai piedi e trarne un godimento sessuale è dunque una perversione, qualcosa di diverso e distaccato dal sesso  canonico rappresentato dal congiungimento dei genitali. Tale perversione ha diverse gradazioni, che passa dal completo distacco dell’oggetto dalla persona (ci sono siti che vendono piedi plastici, senza neanche la necessità di gestire una bambola intera) a un rapporto complice che non esclude ma anzi implica una relazione variamente impostata (trasporto dell’adorata gratificata dall’adorazione, sottomissione, ecc.). Premessa la libertà di ricercare la realizzazione del proprio desiderio finché non si nuoce la libertà e dignità altrui, è indubbio che una perversione feticistica che non abbia rapporti con l’altro riveli una certa mestizia e una sessualità molto inviluppata, a dir poco. Ciò che invece si deve rivendicare è la non patologicità di chi ama leccare i piedi delle donne, quando il discorso che ne vuole fare un disturbo si appoggia a una presunta completezza del rapporto sessuale – quello che avverrebbe per “via genitale” – che in realtà è solo un fantasma. “L’amore è ciò che supplisce all’assenza del rapporto sessuale” – diceva Lacan, e va rivendicato, in questo caso. Il piacere dell’uomo non è identico, ontologicamente e psicologicamente identico, a quello femminile, avvenga o non avvenga in perfetta simultaneità durante un rapporto sessuale. Non accettare questa solitudine e catalogare come patologico ogni devianza da ciò è un discorso puramente ideologico. Dunque si può avere un rapporto maturo con la propria compagna (o le proprie compagne) che assume come rapporto di scambio un gioco come quello del feticismo dei piedi. La reciproca gratificazione non sarà mai garantita dall’intrusione del fallo dalla vagina, facciamocene una ragione, una ragione per andare a fondo dei nostri personali e insostituibili desideri. Cara vecchia père-version direbbe ancora Lacan… il feticismo dei piedi è un “punto di capitone” dei significanti sessuali, per qualcuno, almeno.

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La perversa perversione. 1

1bdb69fdd9d059300b3ea665a12e7ff9Nel suo libro ricco di spunti, Fetish. Moda sesso e potere (trad. it. di N. Barile, Meltemi, Roma 2005), Valerie Steele inizia il capitoletto dedicato a Il culto dei piedi (pp. 160-167) in una maniera molto significativa e alla portata dell’esperienza di tutti i cultori maschi della materia: la paura-rigetto della sperata partner:

Dian Hanson, editrice di “Leg Show”… avvisò le sue lettrici  che c’era un “abisso di incomprensione” tra uomini e donne: “Dal momento che la norma sessualità intimidisce le donne, immaginiamo cosa possano fare i feticci”. Quando chiese a numerose donne “se erano a conoscenza del fatto che alcuni uomini si eccitavano nel vedere i loro piedi in sandali, la reazione più diffusa fu l’incredulità. Seguita dalla paura. Alcune donne dissero che questa informazione faceva loro passare la voglia di indossare sandali”. Poi le rassicurò dicendo che solo “pochi squilibrati” potevano spaventare; nella maggior parte dei casi di feticismo, le donne “avevano tutto il potere” (D. Hanson, Just My Opinion: Perfect Strangers, “Leg Show”, settembre, pp. 4-5).
Mentre tenevo una conferenza sulle scarpe, alcune donne tra il pubblico cominciarono ad agitarsi, chiedendo: “Che tipo di scarpe posso portare per non attrarre i feticisti?”. Ma ogni tipo di scarpa sembra trovare i suoi entusiasti, comprese delle vecchie e logore scarpe da ginnastica… (V. Steele, Fetish. Moda sesso e potere, cit., p. 160).

Diversi lettori sono sicuro che si opporrebbero a questa impostazione che separa uomini e donne in materia di adorazione dei piedi (e delle scarpe), richiamandosi al fatto che esistono donne che amano le estremità di altre donne o quelle degli uomini. Nello sviluppo di questo articolo non ho però intenzione di parlare di questo, cioè di ciò che può accomunare il feticismo maschile e femminile; do invece per scontata la constatazione che non è affatto semplice parlare di un immaginario erotico condiviso tra i due sessi e dunque sia probabile ritenere: o che nonostante la pratica comune le donne vivano un altro immaginario, quando si sentono attratte dai piedi, o che comunque mettano in atto un immaginario maschile, con motivi e modalità molto complessi che qui in un primo momento non c’è possibile affrontare.

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Infatti la nostra esperienza statisticamente abituale e ordinaria di feticisti dei piedi femminili ci porta di fronte alla situazione di presentare alla partner un desiderio spesso da comprendere e non immediato per lei. Con l’esplosione odierna di immagini e discorsi sulla sessualità è certamente sempre più raro trovare qualcuna che non ne sappia davvero nulla, ma ci sono buone probabilità di doversi confrontare con chi, alle nostre prime avances, sia portata a pensare “oddio mi è capitato un feticista dei piedi”. Nulla di traumatico se il feticista sa inserire questo suo immaginario in una relazione normalmente sviluppata, ma dovrà comunque partire una “contrattazione” e una comprensione dagli esiti non scontati, tanto più nella misura in cui, da parte dell’uomo, non avverrà un camuffamento del desiderio nelle sembianze di un’attenzione premurosa e fugace per i suoi piedini, ma egli cercherà di realizzare i suoi desideri convincendo la compagna a essere una protagonista. Se così avviene, tanto più essa sarà divertita ed eccitata quanto meno ci sarà una corrispondenza tra quello che vuole lui e quello che vuole lei: in fin dei conti l’uomo desidera i suoi piedi, lei – la formula, non a caso, è lacaniana – desidera il suo desiderio. E’ chiaro quindi che sia in atto una relazione che relazione non è: del resto, sempre per usufruire di una massima di Lacan, in una situazione del genere è quanto mai vero dire che “non esiste rapporto sessuale”.

Sì, in fondo bisogna dirlo senza troppe preoccupazioni: il feticismo dei piedi è una perversione. Però la politica di chi cerca giustamente di sdoganare questa passione e viverla senza vergogna passa molto spesso attraverso una strategia opposta: negare che sia una perversione. Non lo sarebbe perché la statistica dimostra che sono molti gli uomini interessati alle estremità e lo sono con una gradazione molto differente che sarebbe semmai l’unica misurazione accettabile per definire il  normale e il patologico. Se non sei interessato solo ai piedi, non sei un perverso perché hai dei normali rapporti sessuali arricchiti da un gioco erotico particolare che in fondo è un preliminare o una divagazione come altri.

Non c’è dubbio che se dovessi difendermi agli occhi di mia nonna o mi stessi confrontando con il mio compagno di colazione al bar, far2016-1ei probabilmente un discorso del genere. Ma nutro dei profondi dubbi sulla sua onestà. Ho “normali” rapporti sessuali con le donne – una pratica sessuale che la maggioranza delle persone accetterebbe come tale – e non vi rinuncerei anche se fossi un feticista sessuale soddisfatto dalla mia compagna, ne sentirei anzi dapprima la mancanza, se mi fossero negati, e a lunga andare sicuramente una storia del genere andrebbe a finire male, perché non mi sentirei un amante accettato. Ma perché fingere che non sia lo stesso nel caso contrario, se mi venisse negata la possibilità di leccare i piedi della mia donna? Continuerei ad avere un rapporto con lei, ma allo stesso tempo il mio desiderio feticista non sarebbe affatto lenito e finirei per cercare una sua soddisfazione con un’altra compagna (e qui sì mi accontenterei soltanto di leccarle i piedi!). Poco importa se come uomo dia sfogo all’eccitazione venendo sui piedi della mia ragazza o in un amplesso con lei, quello che voglio dire è che il feticismo non è un un di più, l’orpello, il gregario del congiungimento genitale, ma qualcos’altro, di profondamente sessuale e in fin dei conti autonomo. Voglio che lei mi conceda di leccarle i piedi, ma in realtà non desidero nemmeno questo: mi eccita ancora di più se fa delle resistenze, se ritiene questo mio modo di fare indecente e in qualche modo vi si oppone, permettendolo con un po’ di disgusto, oppure per una forma di sadismo, con la soddisfazione di umiliarmi.

Ritorniamo ovvero all’inizio, al fatto che la resistenza femminile a questo immaginario struttura il nostro stesso immaginario, è indispensabile. Proverò in un successivo intervento a definire il tipo di questa perversione, cioè a rivendicare la perversità del feticismo dei piedi, allo stesso tempo, però, difendendo la sua libertà di espressione.

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The pose

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“The pose” è un termine tecnico che, nonostante l’apparente generalità, risulta invece immediatamente specifico. Se vi sono dubbi basta digitare su Google l’espressione: compariranno solamente piedi “in posizione”. La posizione appunto classica è quella di una donna a pancia in giù, con le gambe in alto. I piedi messi così in rilievo mostrano le loro piante e non c’è dubbio che sia il modo più eccezionale di mostrare la loro bellezza, commovente, disarmante, totalmente ammaliante…

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Essendo una posizione tutto sommato abbastanza normale, a molti di noi sarà capitato di vedere o fare foto del genere, diciamo spontaneamente. Non parliamo di ciò che, ad esempio, può capitare in una spiaggia!

Un sito appositamente dedicato e con delle foto molto belle è il seguente: theposeforever

 

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L’eros alla maniera del maestro Tanizaki Jun’ichiro

di Cristiano Martorella

Tanizaki Jun’ichiro (1886-1965) è fra i romanzieri giapponesi più celebri e significativi del Novecento e gran parte della sua fama è merito anche del suo sofisticato erotismo. Certamente è stata l’opera di Tanizaki ad aver introdotto in Italia e aver fatto conoscere l’eros giapponese con la sua estetica, i rituali e le perversioni codificate da una cultura ricchissima.waywuzl
Fra le passioni dominanti di Tanizaki spicca il suo feticismo per i piedi femminili, tanto che essi sono diventati addirittura protagonisti dei romanzi, come nel caso di I piedi di Fumiko (Fumiko no ashi, 1919, traduzione italiana Marsilio, 1995). Prima di passare ad analizzare l’opera del maestro Tanizaki, conviene ricordare cosa sia e cosa rappresenti in generale il feticismo dei piedi.
Col termine feticismo (dal francese fétichisme) si indica un interesse e una attrazione erotica per una parte anatomica o un oggetto. Il feticismo non è soltanto una patologia sessuale, al contrario di quanto pensano in molti. Infatti Sigmund Freud, in Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), spiega che un certo grado di feticismo è di regola proprio dell’amore normale, in special modo in quegli stadi di innamoramento nei quali la meta sessuale normale appare irraggiungibile, oppure sembra negato il suo adempimento. Il caso patologico subentra soltanto quando il feticcio diventa unico oggetto sessuale e impedisce un rapporto sessuale completo. A parte questi evidenti disturbi sessuali, il feticismo è comunque presente nella sfera erotica. Secondo alcuni sessuologi il feticcio più frequente, ed innocuo, è costituito dai piedi. Stranamente è anche la forma di feticismo meno ammessa e discussa, quasi negata rispetto al feticismo del seno. Ciò avviene nella cultura occidentale, per fortuna non è così fra le altre civiltà.
In Giappone il feticismo dei piedi è stato perfino elevato alla dignità accademica dalla letteratura del romanziere Tanizaki Jun’ichiro. Fra le opere più note, Il diario di un vecchio pazzo (Futen rojin nikki, 1962, traduzione italiana Bompiani, 1965) è anche quella dove la passione per i piedi arriva all’estremo, tanto che il protagonista Tokusuke farà incidere l’impronta dei piedi dell’amata sulla sua tomba. Con la scusa di riprodurre un Bussokuseki (impronte di Buddha), egli stesso farà una litografia dei piedi della giovane Satsuko usando inchiostro rosso. L’operazione con la verniciatura, la manipolazione, l’asciugatura dei piedi, costituisce un’occasione per avvicinare l’oggetto desiderato. La passione assume anche toni sadomasochistici quando il vecchio fa le sue considerazioni su Satsuko.”Poi, quando sarò morto, non potrà non pensare: Quello stupido vecchio dorme sotto questi piedi bellissimi. Sto ancora calpestando le ossa di quel povero vecchio sotto terra.” (1)Un approccio diverso, più vitale e fantasioso, è presentato con I piedi di Fumiko, il primo romanzo in cui il feticismo dei piedi è esplicito e dichiarato. Lo stesso nome della protagonista, Fumiko, chiamata anche Ofumi, richiama per omofonia il verbo fumu (calpestare). La descrizione dei piedi è minuziosa, e la cura del dettaglio fin troppo maniacale.

7737d617d2b6245d650eaaa17ca88b04“A dire il vero, ero pure io in estasi per la bellezza della linea dei piedi nudi di Ofumi. Le gambe snelle e tornite come legno levigato con cura, si assottigliavano progressivamente fino alla caviglia da dove aveva inizio, con una leggera curva, il tenero collo del piede. All’estremità si stendevano ben allineate le cinque dita, che partendo dal mignolo si allungavano gradualmente verso la punta dell’alluce: ciò mi pareva molto più bello delle fattezze del suo viso. Lineamenti come i suoi si trovano anche in altre donne, ma non avevo mai visto, fino ad allora, piedi così regolari e splendidi. Quando hanno il collo piatto in modo sgradevole e le dita divaricate che lasciano intravedere le fessure, provocano la stessa spiacevole sensazione di un brutto viso. Al contrario, il collo del suo piede era ben in carne e le cinque dita ben accostate come la lettera m e allineate in ordine come una fila di denti.” (2)

Lo scrittore raggiunge la sua massima abilità nell’esaltazione della sensualità ed espressività dei piedi.

“Dato che il piede era inarcato, si vedevano bene anche le pieghe della soffice carne della pianta. Visti da sotto, i polpastrelli tondi e carnosi delle cinque dita rannicchiate erano ben allineati, quasi muscoli di una conchiglia messi uno accanto all’altro. Se non fosse stato per l’illimitata flessibilità delle articolazioni, frutto di nozioni pratiche di danza, il piede non avrebbe mai potuto curvarsi in modo tanto sensuale. L’atteggiamento era provocante come quello di una donna voluttuosa che danzi ondeggiando.” (3)

450a548af358a6b00edd9f5e3850bc07L’amore che Tanizaki nutriva per i piedi delle donne era sincero, e ciò traspare nelle pagine dei suoi romanzi. Questa sincerità è a tratti commovente e ci fa quasi dimenticare che il feticismo dei piedi è ancora considerato una perversione. Si tratta di un tabù ingiusto che ci priva di una risorsa dell’immaginazione, una qualità mostrata dal grande scrittore giapponese in tutto il suo rigoglioso splendore.
Note

1. Cfr. Tanizaki, Jun’ichiro, Diario di un vecchio pazzo, Bompiani, Milano (seconda edizione dei tascabili Bompiani), 1988, p. 168.
2. Cfr. Tanizaki, Jun’ichiro, I piedi di Fumiko, Marsilio, Venezia, 1995, p. 29.
3. Ibidem, pp. 30-31.

Bibliografia

Borneman, Ernest, Il dizionario dell’erotismo. Fisiologia, psicologia, pratiche, patologia, storia dell’amore e del sesso, Rizzoli, Milano. 1988
Freud, Sigmund, Sessualità e vita amorosa, Newton Compton, Roma, 1989.
Tanizaki, Jun’ichiro, I piedi di Fumiko, Marsilio, Venezia, 1995.
Tanizaki, Jun’ichiro, Diario di un vecchio pazzo, Bompiani, Milano,1965.

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Correva l’anno…

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Adorazione dei piedi di Cicciolina (1982)

Correva l’anno 1982 e non credo proprio che il feticismo dei piedi avesse la visibilità di oggi. Era sicuramente ancora una rarità vedere delle immagini di foot fetish, anche per ciò che riguarda il porno. Se qualcuno di voi non si vergogna a ricordarlo… nelle vecchie riviste pornografiche di un tempo, oltre all’immagini esisteva un testo di contorno (così come nei video esisteva una trama…):

Cosa potevo fare? Scontentarlo forse? No, cicciolini e ciccioline, mi sono lasciata ancora una volta trasportare dalla fantasia e dall’invenzione, l’ho di nuovo massaggiato, ma questa volta da vera ossessione, con i miei piedini. […] L’ho visto contorcersi , piegarsi, inarcare la schiena, man mano che i miei piedini stretti stretti correvano, su e giù sul suo cicciolino, e finalmente soddisfatto, esplodere in un lungo orgasmo, prima di abbandonarsi sul pavimento. Definitivamente steso “Ti voglio leccare tutta – aggiunse succhiandomi tutti i piedi – fino a farti impazzire”.

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Il fascino sfuggente dei piedi femminili – un’artista totale

Invitiamo a rifarvi gli occhi con quanto l’artista Becky ci ha regalato su youtube. Di essa per il momento non sappiamo nulla, tranne l’arte che ha saputo esprimere attraverso le sue magnifiche provocazioni e la straordinaria bellezza dei suoi piedi. Ancora una volta queste visioni ci dimostrano come la bellezza delle estremità femminili più che nel contenuto passi attraverso la forma. I piedi seducono così, attraverso la capacità di far soffermare il nostro sguardo pieno di desiderio su di loro. Ogni volta sono sempre diversi, ora stanchi e stropicciati, ora rilassati e distesi: è nel loro movimento e nel loro sapersi porre il mistero della loro bellezza e del nostro amore per loro.

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