La perversa perversione. 2

12928179_999077056838429_6329014889510089216_nMario nutre una profonda amicizia per Sara e fin da piccoli giocavano insieme a nascondino. Alla fine del gioco lui le leccava i piedi come premio. Ancora oggi si vedono, Mario è sposato, ma sente sempre il forte desiderio di leccare i piedi di Sara e lei, confusa sui reali sentimenti di Mario, non riesce a tirarsi indietro.

Giovanni è molto timido e si avvicina alle ragazze che gli piacciono annusando le loro scarpe, a scuola, nell’ora di ginnastica.

Sergio si è masturbato per la prima volta a 17 anni, dopo aver contattato una escort e averle leccato i piedi. Oggi a 35 anni, sta con una ragazza e ha rapporti purtroppo non soddisfacenti. Per raggiungere l’orgasmo, infatti, continua a contattare ragazze disposte a farsi leccare i piedi per il suo piacere.

Così tre esempi citati da uno psicologo che, in una pagina web, esorta a non nascondere il problema affrontabile e superabile da un punto di vista cognitivista e comportamentale. La risposta abitudinaria del feticista, come detto, sta in effetti in un camuffamento rimproverato da alcuni psicologi, cioè, fondamentalmente, dalla negazione dell’autonomia di questo tipo di fantasia sessuale: “non mi limito mica a leccare i piedi!”. Ma il fatto – socialmente auspicabile – che leccare i piedi di una donna non ricopra l’intera sessualità praticata da un uomo e che altri desideri e realizzazioni siamo perseguiti non diminuisce essenzialmente l’autonomia di questa fantasia. Del resto, se pur esistono i “piedofobi” che attribuiscono alle estremità ogni sorta di rappresentazione dell’osceno e della sporcizia, molte tranquille persone accarezzano e baciano i piedi come altrettanto si può fare con mani, spalle, ecc., ovvero senza investire un’ossessiva o comunque fortissima passione e immaginazione per questi “oggetti”. Un feticista può anche fingere di appartenere al genere di romanticone tutto premure e attenzione per la partner, ma sa benissimo che questa passione – questa nostra passione… – è altro.

E2dd08a390990d3368261481f4e9a41e0ssere attivati sessualmente dai piedi e trarne un godimento sessuale è dunque una perversione, qualcosa di diverso e distaccato dal sesso  canonico rappresentato dal congiungimento dei genitali. Tale perversione ha diverse gradazioni, che passa dal completo distacco dell’oggetto dalla persona (ci sono siti che vendono piedi plastici, senza neanche la necessità di gestire una bambola intera) a un rapporto complice che non esclude ma anzi implica una relazione variamente impostata (trasporto dell’adorata gratificata dall’adorazione, sottomissione, ecc.). Premessa la libertà di ricercare la realizzazione del proprio desiderio finché non si nuoce la libertà e dignità altrui, è indubbio che una perversione feticistica che non abbia rapporti con l’altro riveli una certa mestizia e una sessualità molto inviluppata, a dir poco. Ciò che invece si deve rivendicare è la non patologicità di chi ama leccare i piedi delle donne, quando il discorso che ne vuole fare un disturbo si appoggia a una presunta completezza del rapporto sessuale – quello che avverrebbe per “via genitale” – che in realtà è solo un fantasma. “L’amore è ciò che supplisce all’assenza del rapporto sessuale” – diceva Lacan, e va rivendicato, in questo caso. Il piacere dell’uomo non è identico, ontologicamente e psicologicamente identico, a quello femminile, avvenga o non avvenga in perfetta simultaneità durante un rapporto sessuale. Non accettare questa solitudine e catalogare come patologico ogni devianza da ciò è un discorso puramente ideologico. Dunque si può avere un rapporto maturo con la propria compagna (o le proprie compagne) che assume come rapporto di scambio un gioco come quello del feticismo dei piedi. La reciproca gratificazione non sarà mai garantita dall’intrusione del fallo dalla vagina, facciamocene una ragione, una ragione per andare a fondo dei nostri personali e insostituibili desideri. Cara vecchia père-version direbbe ancora Lacan… il feticismo dei piedi è un “punto di capitone” dei significanti sessuali, per qualcuno, almeno.

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